Jade Chocolate

[English version below]

 jade

Dopo un viaggio a San Francisco (purtroppo non mio), mi hanno regalato quattro tavolette di Jade Chocolate. Fondato da Minty Fong, metà cinese e metà filippina, si specializza nel cioccolato abbinato a sapori asiatici e delle isole del Pacifico. Il suo blog ‘Chocolate, Tea & Me’ (un titolo che ruberei volentieri!) è una miniera di informazioni sull’Asia, cibo e vita a San Francisco.

Le tavolette sono elegantemente tenute insieme da un nastro di seta con medaglia di cera, ogni tavoletta è di un colore diverso: bianca, gialla, rossa, marrone. Non c’è che dire, queste tavolette sono un regalo per gli occhi.

Le tavolette stesse sono di un marrone uniforme e chiaro, decorato da fiori. Chiarisco subito che queste tavolette non sono bean to bar, e da nessuna parte sono riuscita a trovare informazioni sul tipo di fave usato per la loro produzione. Il loro punto forte, in realtà, sono gli abbinamenti di sapori, esotici e fantasiosi, che creano un’esplosione di aromi in bocca e forniscono delle sorprese anche a palati annoiati e cinici!

1. Krakatoa 63% cacao (fave di cacao, zucchero, polvere di cacao, burro di cacao, lecitina di soia, vaniglia naturale, pepe nero, olio essenziale di citronella)

La prima sensazione è quella del pepe che stuzzica il palato e lo rende quasi anestetizzato, la presenza di piccoli grani sorprende all’inizio ed è piacevole. La citronella arriva in seguito con il suo profumo di limone che diventa un retrogusto erboso e acidulo.

Il Krakatoa è un vulcano indonesiano e in effetti la sensazione del pepe ha un aspetto esplosivo!

2. Mahal 72% cacao (fave di cacao, zucchero di canna, burro di cacao, lecitina di soia, vaniglia, cocco naturale, cannella indonesiana, olio di ylang-ylang)

Lo ylang-ylang è uno degli oli essenziali di cui amo di più l’odore, ma non avevo la più pallida idea di quale fosse il suo sapore. E non lo so ancora. Prima sensazione di cannella e cocco, con piccoli fiocchi di cocco che croccano sotto i denti, poi la vaniglia e il cocco prendono il sopravvento, con il retrogusto di cannella. Tento disperatamente di capire di cosa sappia lo ylang-ylang, ma fallisco nella missione. Forse sono gli aromi fruttati? Bizzarramente questo cioccolato mi evoca il vin brûlé dei mercatini di Natale tedeschi, quanto di più lontano dai sapori esotici. Qui una descrizione dettagliata.

3. Dragon’s Breath 65% cacao (fave di cacao, zucchero di canna, burro di cacao, lecitina di soia, vaniglia, semi di sesamo tostati, tè lapsang souchong, peperoncino rosso)

Il più interessante. Qualche anno fa mi ero lanciata nell’assaggio di vari tè lapsang souchong, un tè nero cinese che viene affumicato con legno di cedro o pino, dall’inconfondibile aroma che richiama bacon, camminate in montagna e salmone russo. Il problema del tè affumicato è che spesso, soprattutto quello di bassa qualità, c’è più fumo che arrosto: all’odore inebriante segue un gusto di un tè nero qualsiasi, e trovarne uno non deludente è un’impresa. Il migliore bevuto è un Tarry, preso in una boutique parigina. Quelli scadenti si prestano a vellutate (ad esempio topinambur, detto anche girasole del Canada per gli amici, e tè) o all’accompagnamento di whisky (letto per la prima volta su wikipedia e adottato!). In questa tavoletta il gusto del tè non è per niente deludente e si accompagna a perfezione con il sesamo tostato dagli aromi di terra e con il peperoncino che provoca una sensazione di fuoco e bruciore in bocca. Fumo, bruciato, piccante sono stemperati da un cioccolato fondente con bassa percentuale di cacao e si armonizzano perfettamente. Un capolavoro di abbinamento.

4. Kuro Genmai 62% cacao (fave di cacao, zucchero, burro di cacao, lecitina di soia, vaniglia naturale, riso integrale tostato)

Ancora un sapore che richiama il tè e nella fattispecie il tè giapponese genmacha: tè verde con riso tostato, che io adoro. La combinazione è semplice e mi fa pensare ad una tavoletta del commercio con riso tostato ma in versione chic. Semplice ma perfetto. Insieme al Dragon’s Breath il mio preferito.

I punti forti di queste tavolette sono gli abbinamenti e le sensazioni: l’idea di aggiungere del croccante e del tostato (riso, semi di sesamo) diverte il palato. I punti deboli sono l’assenza di informazioni sulla provenienza delle fave (non sono riuscita a trovarne sul sito) e l’aggiunta di vaniglia in ogni tavoletta. Resta solo da immaginare cosa sarebbero gli abbinamenti se ciascuno fosse combinato con delle fave di un terroir speciale, che ne sappia esaltare i sapori!

Chiudo con una nota storica. Spesso la storia si ripete e l’abbinamento di cacao con sapori esotici e/o strani non è un’invenzione moderna. Questo elenco è tratto dal dizionario Furetière (1690) descritto nel libro Le chocolat di Nicole Cholewka, edizioni Honoré Champion:

chile o pepe del Messico o delle Indie, pepe d’India, peperoncino, peperoncino detto pepe arrabbiato (capsicum) [credo sia pepe di Cayenne], “piccole orecchie” [pare siano fiori, niente cannibalismo], vinacaxtlides [tipo di fiore], tlixochtl [semplicemente…vaniglia], mecasulhil [ancora un nome complicato per la vaniglia], mecachusie [non ho trovato cosa sia], polvere di rose d’Alessandria, rose pallide, bacilli di campeccio, campeccio, cannella, mandorle, mandorle di cocco o di palma delle Indie, nocciole d’India, achiotte, zucchero ispessito dal proprio frutto [non ho idea di cosa sia], succo d’agave [ha! La moda del bio non ha inventano niente], zenzero, chiodi di garofano, zucchero, acque aromatiche, muschio, ambergris [sostanza da una storia fascinante, frutto dell’incontro tra le seppie e l’apparato digestivo delle balene], roucou [bixa orellana]…

In English please…

I was really impressed with the flavor combinations of Jade Chocolate bars. Jade Chocolate is a company from San Francisco founded by Mindy Fong who pairs chocolate with flavors from Asia and the Pacific Islands. The bars are not bean to bar, but delicious and addictive nonetheless.

The bars are elegantly wrapped in hand-made paper and tied together by a beautiful silk ribbon. Each bar and flavor combination has a theme. My favorite one was Dragon’s Breath, an exquisite combination of toasted sesame seeds, lapsong souchong tea, and red chili. It was a flavor explosion as soon as tasted and I can only marvel about how well smoky tea pairs with chocolate! The chocolate has a low cocoa % so it makes a perfect mild counterbalance to the explosive flavors.

My second favorite was Kuro Genmai with toasted puffed brown rice that made me think of another tea I like, the Japanese genmacha. I finished the bar with a cup of genmacha and couldn’t spend a happier afternoon!

The other two bars had a very interesting and imaginative flavor combination, but not for my taste. Krakatoa contains crushed black pepper and lemongrass oil. Mahal contains coconut flakes, Indonesian cinnamon and ylang-ylang essential oils. I didn’t fully appreciate the flavors of the oils, but this is more of an idiosyncrasy of mine.  A small, but pleasurable, detail is the texture that the ingredients add to the bars: crunchy, poppy, crispy.

My only reproach is that I couldn’t find any information online about the kind of couverture chocolate used for the bars. The chocolate itself tasted a bit “generic” and all the bars contained vanilla (and sometimes its flavor was not needed). I can only imagine how the bars would taste like if, for each flavor combination, a special kind of cocoa bean were paired.

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