Tè matcha e cioccolato: ricette e frammenti di vita

Tè matcha e cioccolato è l’abbinamento dell’amicizia. Il tè mi ricorda i pomeriggi con le amiche ma anche la malinconia di quelli solitari.

Il cioccolato è il complemento perfetto nella sua funzione riconfortante, da coccola quasi “lussuosa” abbinata al prezioso tè verde.

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Non aspettatevi una guida di degustazione del matcha (ne bevo troppo poco per poter dare consigli) ma frammenti di vita dove si chiacchiera e si cucina insieme.

Il mio primo amore col tè matcha risale ai tempi dell’Erasmus. Come Cupido, due amiche giapponesi e i pomeriggi freddi nelle case senza riscaldamento dell’Andalusia. La prima volta che me lo prepararono ricordo che mi sembrò il tè più buono che avessi mai bevuto e lo abbinai istintivamente a un pezzettino di Blanxart (l’unico lusso da studente era andare al Corte Inglés per il cioccolato). Da quel momento per me il tè matcha esiste solo in abbinamento al cioccolato e in associazione all’amicizia.

In realtà, più che con Yumi e Machiyo, che hanno cercato di convertirmi al tè quotidiano facendomene assaggiare di ogni dalle loro scorte giapponesi (credo che per loro il tè sia come per molti italiani il caffè…se lo portano dietro!), la combinazione oro verde – oro nero si è consolidata dopo un’inspiegabile scorta di pregiato tè matcha del Sig. Harima alla fiera Fà la cosa giusta durante un fortuito periodo di permanenza nella stessa città mio e della mia amica Serena, poco prima che espatriasse nella Ville Lumière.

Così è iniziato il mio rituale pomeridiano tra un tè e l’altro, una chiacchiera e un esperimento in cucina.

Serena a quei tempi non amava molto il cioccolato da degustare e così i miei abbinamenti non potevano che essere delle ricette. Lei stessa aveva inaugurato il mio ricettario dei dolci con la crema al cioccolato “Ultimo cielo”, trascrivendo le dosi che avevo messo a punto dopo il concerto di Max Gazzè a cui mi aveva chiesto di accompagnarla. Finché non è partita per Parigi ha continuato a scrivere lei a mano le ricette che sperimentavo, come questa delle tortine matcha, le sue preferite. Anzi magiche!

Ricetta Sigrid

Ricetta di Sigrid Verbert, rivisitata in seguito così:

160 gr di farina tipo 1

100 gr di zucchero di canna

60 gr di olio evo

60 gr di acqua

3 uova

1 cucchiaino di bicarbonato

5 gr di tè matcha

Miscelare tra loro le polveri. A parte emulsionare acqua e olio, aggiungere un tuorlo alla volta e infine la miscela delle polveri. Montare a neve gli albumi e aggiungerli delicatamente al composto. Infornare in monoporzioni di carta per 20 minuti circa a 175°C.

Per la glassa: 130 gr di panna bollente da versare su 200 gr di cioccolato fondente al 70-80% tagliato finemente.

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L’alternativa più classica, con il tè caldo da bere coperte da un bel plaid, prevede un abbinamento infallibile con questi biscotti di Maurizio Santin, da me ribattezzati “Ode al burro”. Nonostante le dosi di burro e cioccolato si equivalgano infatti, non potevo non chiamarla altrimenti dato che è la la ricetta più “burrosa” del mio repertorio. La coccola pomeridiana vale l’eccezione.

270 gr di farina (molto spesso uso farro o riso)

240 gr di burro

80 gr di zucchero di canna e 180 gr di zucchero cassonade (io utilizzo solo 180 di zucchero integrale con un cioccolato 80% di cacao)

230 gr di cioccolato 70%

20 gr di bicarbonato

45 gr di cacao

5 gr di sale

Setacciare le polveri e unirle a zucchero, sale e burro in planetaria. Una volta impastato il tutto incorporare il cioccolato sminuzzato e lasciar riposare in frigorifero per un’oretta. Formare dei biscotti e infornare per una decina di minuti circa a 170°C. Lasciar raffreddare prima di assaggiare…si rompono con niente quando sono caldi!

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Per quelli che hanno amici puristi invece, sono sicura che troverete del cioccolato (fondente) che ben si abbina al vostro tè.

Per quelli che amano il cioccolato (bianco) e non hanno tempo per una ricetta, c’è la tavoletta fusion. Va molto di moda in tempi di Mocha Latte & Co. Un trend che non accenna a diminuire quello che vuole il bianco abbinarsi bene al verde.

Rozsavolgyi

Instagram @darekjanusz

A guardare questa tavoletta di Rozsavolgyi non c’è che dire, fa gola. Io la chiamo la tavoletta iconica tanto è diventata oggetto di culto per il suo design. In tanti l’hanno emulata ed è ormai un classico degli aromatizzati (anche se capire la paternità del matcha in una tavoletta di cioccolato è affar serio). Io ho provato quella di Domori e devo dire che rimango fedele al mio abbinamento fondente “dell’amicizia”.

Domori Matcha

Ps: caso ha voluto che proprio mentre preparavo le tortine matcha, lo stesso facesse Serena a Parigi. Ecco le foto delle sue tortine in uno stampo per madeleine, con Giulietta come guest star (non è quella sulla tazza, ma il musino che si intravede sulla sinistra).

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